۱۳۹۶ اردیبهشت ۱۷, یکشنبه

ANALISI TATTICA / Monaco-Juve 0-2: Allegri e Alves rendono la Juve flessibile

La Juve mette una seria ipoteca sull’accesso alla finale di Cardiff, superando il Monaco con un netto 2-0 e lasciando la porta inviolata contro una delle fasi offensive migliori del mondo. Degno di analisi l’andamento della gara, con Allegri che dopo mesi ha sorprendentemente mutato l’assetto tattico dei bianconeri.
Il 442 post Firenze rappresenta la svolta principale della Juventus di questa stagione, e infatti – a prescindere dagli interpreti – Allegri ha sempre dato continuità a tale disposizione. Anche (ma non solo) a causa dell’assenza di Cuadrado dal primo minuto, la squadra  ha invece utilizzato molteplici schieramenti nel corso dei 90′.
In fase di non possesso, si è vista un’alternanza tra il 532 e il 442 (ossia, quello che tutti si aspettavano). Nei frangenti in cui ci si difendeva più bassi, Sandro e Alves scalavano sulla stessa linea dei centrali, lasciando Pjanic, Marchisio e Mandzukic in mediana.
Quando invece i padroni di casa avevano il possesso prima della metà campo, per andare a limitare gli esterni la Juve ha adottato il solito 442, con Barzagli che ricopriva la posizione di terzino. Decisiva per questa flessibilità la posizione di Dani Alves, che coi suoi movimenti ha consentito alla squadra di cambiare modulo. Qui sta avanzando la propria posizione, creando nuovamente il 442.
n fase di possesso, la Juve ha schierato sempre la difesa a 3: gli esterni – Alves e Sandro – molto alti, col tridente in avanti. In sostanza un 343 molto asimmetrico..
In attacco, poi, spesso le cavalcate di Alex Sandro consentivano a Mandzukic di stringersi, andando a formare un 3421, con Dybala che infatti in diversi frangenti ha giocato decisamente defilato sulla destra.
Insomma, si è tornati alla difesa a 3 dopo davvero molto tempo, e quella di Allegri è stata una mossa che probabilmente Jardim non si aspettava.
Per il modo propositivo di giocare del Monaco, superare la pressione della capolista francese vuol dire correre il rischio di trovarli spaccati in due. Ebbene, nella prima frazione è un qualcosa che fin dal principio è riuscito con grande facilità alla Juve.
La difesa a 3 ha dato la superiorità numerica contro Mbappè e Falcao, col Monaco che ha provato (malamente) a schermare esterni e centrocampisti. I bianconeri, anche grazie alle ali molto alte, sono stati però bravi ad allungare i rivali. Fondamentale l’apporto delle punte juventine, con Higuain che è stato trovato con grande facilità dalle verticalizzazioni provenienti dalla retroguardia. In tal modo, si è risalito con velocità il terreno di gioco e si è potuta sfruttare con efficacia l’ampiezza del campo, trovando il Monaco molto perforabile sul lato corto. Il rischio era quello di farsi schiacciare troppo, ma fortunatamente ciò non è avvenuto minimamente.
Anzi, già nei primissimi minuti si è riusciti a mandare Alex Sandro al cross tantissime volte, arrivando nell’area rivale con grande naturalezza.
Per Jardim era un test tattico, visto che si è trovato di fronte la fase difensiva più forte al mondo. Su azione manovrata, il Monaco ha fatto correre ben pochi pericoli ad una Juventus brava come al solito sia a coprire le fasce che il centro del campo. Solo ad inizio ripresa i padroni di casa hanno avuto l’occasione per pungere, con Lemar che si è fatto trovare tra le linee sbucando alle spalle di Marchisio e Pjanic.

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