۱۳۹۴ دی ۱۱, جمعه

La nebbia e il sogno

La nebbia e il sogno

Il cielo di Torino è grigio e la nebbia avvolge il campo di gioco... Non vedrò nulla? Passeranno i minuti senza che io possa sapere cosa sta succedendo in campo? Vorrei respingere con forza questa nebbia per poter seguire la partita e urlare di gioia quando la Juventus farà gol e conquisterà la vittoria. Questi sono i miei primi pensieri , un misto di ansia e speranza. E' da 22 anni che ho questo sogno ricorrente: vedere giocare la mia squadra del cuore dal vivo. L'ho sempre chiamato “il mio sogno nebbioso”, perché le immagini che scorrevano nella mia mente erano sempre offuscate e mai chiare. Ora sono qui allo Juventus Stadium, tra il popolo bianconero, e molto vicina al campo. Sì ora sono qui! Nebbia vai via, che il mio sogno è pieno di luce: dall'Iran a Torino, il mio sogno adesso è realtà.
Osservo tutto, non voglio tralasciare nulla: il campo verde, lo stemma bianconero, i posti dei tifosi, quello dei giornalisti e la panchina dei giocatori. Ma la mia menteviaggia e torna a un passato pieno di ricordi, di eventi e di storie . Penso a 22 anni fa... Alla prima immagine della Juve e del mio capitano Alessandro Del Piero. Fisso le maglie dei giocatori bianconeri per trovare il nome di Alex ma non lo trovo, non importa Del Piero è nel mio cuore e sarà così per sempre. Passo da uno stato d'animo all'altro: sono confusa, stordita dall'emozione, felice ma anche triste . Che sensazione strana , prima di entrare allo stadio avevo pianto... Penso alla mia fanciullezza e a quando diventai juventina, penso a quando diventai giornalista e a quanto ho fatto per arrivare fin qui. Penso alla mia famiglia: a mio padre, mia madre e mio fratello e ai sacrifici che hanno fatto per me e ai miei amici persiani, io sono qui con loro, idealmente li ho portato tutti con me. Ora il chiasso dello stadio e gli applausi dei tifosi mi riportano al presente: i giocatori continuano il loro riscaldamento in campo, l'atmosfera è così coinvolgente che è impossibile non venirne travolti (coinvolti). Tristezza vai via, che il mio sogno che sembrava inafferabile ora l'ho raggiunto e lo sto vivendo davvero.
La partita è in pieno svolgimento, i miei amici italiani che mi hanno accompagnata allo stadio regalandomi questa emozione stupenda, desiderano un gol della Juve. La mia amica urla:" Dai fate un gol, fate un gol per Tanya!” Certo vedere un gol sarebbe bellissimo ma non è la cosa più importante per me, essere qui e' già fantastico, e sto cercando di vivere appieno ogni momento . Per quasi tutta la partita Buffon sta fuori dalla sua porta, io urlo il suo nome :“ Gigiiii“ . La curva sud lo applaude, lui alza la mano e li saluta. Sostengono la squadra per tutta la partita, io guardo più loro che il gioco, i tifosi della sud mi hanno conquistata, i loro cori sono gli stessi che sentivo quando guardavo la Juve alla tv, sono unici. Anche a mio padre piace sentire i cori dei tifosi bianconeri e penso a come sarebbe stato bello se anche lui fosse stato qui con me ad ascoltarli dal vivo.
Si giocano gli ultimi minuti, mi guardo intorno, lo stadio, lo stemma tricolore, le bandiere bianconere, i cori... Tutto sta per svanire, come se la nebbia tornasse per riavvolgere tutto. Ricordo il mio ex collega e amico Hossein Javadi, che sempre aveva voluto che io riuscissi a realizzare il mio sogno, e dentro di me io gli dico: “Finalmente sono stata qui, tu sei in cielo, ma ti penso sempre e sono sicura che mi vedi e sei contento per me.” Di nuovo in viaggio tra passato e presente, la partita finisce, guardo il cielo e poi tra le lacrime abbraccio la mia carissima amica che insieme a suo marito hanno reso meraviglioso e indimenticabile tutto questo. Il mio desiderio è che tutti i miei amici, ma in generale tutte le persone, non si arrendano mai e che possano trasformare i loro sogni in realtà. Un saluto dallo Juventus Stadium e sempre Forza Juve!
Tanya AhaDya 


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