۱۳۹۶ اردیبهشت ۲۲, جمعه

si ferma Marchisio: salta la Roma, dubbio Lazio

si ferma Marchisio: salta la Roma, dubbio Lazio


Un affaticamento muscolare alla coscia sinistra ha impedito al bianconero Claudio Marchisio di allenarsi. Lo rende noto la Juventus sul proprio sito internet. Le condizioni del centrocampista, “verranno valutate tra domani e domenica in vista di un eventuale impiego nella finale di Coppa Italia di mercoledì”. La sua indisponibilità per la partita scudetto con la Roma si aggiunge a quella di Khedira, che avrebbe dovuto sostituire.
STOP MARCHISIO – A questo punto salgono le quotazioni di Rincon. Massimiliano Allegri sta infatti pensando all’ex giocatore del Genoa come compagno di reparto accanto a  Pjanic. Dopo lo stop di Sami Khedira di martedi’ scorso in Champions League contro il Monaco, l’affaticamento muscolare alla coscia sinistra che ha fermato Marchisio hanno aggiunto un altro elemento all’infermeria di Vinovo. Dopo il riscaldamento di questa mattina, la squadra ha perfezionato alcuni movimenti lasciando spazio alla tattica. In vista della gara dell’Olimpico, la squadra tornerà in campo per la preparazione domani mattina. Conferenza stampa di mister Allegri alle 12.

۱۳۹۶ اردیبهشت ۱۷, یکشنبه

Clamoroso Juve: Pirlo entra in società, e Del Piero?

Secondo quanto riportato da Tuttosport, Andrea Pirlo sarebbe pronto a tornare in bianconero al termine di questa stagione. Per lui sarebbe pronto un ruolo di rappresentanza internazionale del marchio Juventus simile a quello che attualmente ricopre David Trezeguet. Il contratto triennale del centrocampista bresciano con ilNew York City scadrà a fine 2017 e Pirlo ha già fatto sapere che intende smettere con il calcio giocato. La Juventus dal canto suo, avrebbe già pronto il piano per riportarlo a Torino in modo da inserirlo nell’ambizioso progetto di diffusione del marchio, sfruttandone la grande popolarità internazionale. Sempre secondo il quotidiano torinese, Pirlo sarebbe ben lieto di entrare nella dirigenza della Juventus, in quanto considera Torino la città giusta in cui far crescere i nascituri figli. La stessa compagna del fuoriclasse lombardo, in dolce attesa di due gemelli, avrebbe dato il suo benestare al ritorno nel capoluogo piemontese. Sui Social anche i tifosi bianconeri hanno accolto con entusiasmo la notizia del possibile ritorno del regista che fu tra gli artefici principali della rinascita della Vecchia Signora. Quando Pirloarrivò a Torino nell’estate del 2011, i bianconeri venivano da due settimi posti consecutivi. Quattro stagioni più tardi Pirlo lasciava una Juventus dominatrice in Italia e vicecampione d’Europa. E questo dalle parti di Torino non l’hanno dimenticato.

Pirlo torna alla Juve dopo tre stagioni oltreoceano

Quella che inizierà il prossimo 5 marzo sarà la terza stagione di Andrea Pirlo in America. Arrivato a campionato iniziato nell’estate 2015, Andrea non ha certo brillato per rendimento con la casacca della compagine newyorkerse. Basti pensare che finora in 45 match giocati in MLS ha messo a segno un solo gol. Tuttavia, l’esperienza fortemente voluta dal centrocampista, ha avuto i suoi frutti in termini di fama e popolarità. Ed è proprio questo il punto su cui la Juventus vorrebbe costruire il nuovo rapporto con lui. Il nuovo imprinting voluto da Andrea Agnelli, volto a conquistare nuovi mercati per rendere la Juventus un marchio riconoscibile e riconosciuto in tutto il mondo, ha bisogno di gente che il mondo lo conosce. E dopo Trezeguet, ecco che (forse) anche Pirlo torna alla Juve.

Perchè Pirlo torna alla Juve e Del Piero no?

Sono in molti i tifosi bianconeri ad interrogarsi su quest’aspetto. Pirlo è stato un grandissimo e ha contribuito in modo rilevante al ritorno della Juventus tra le grandi d’Europa, ma non è certo quello che si può definire una bandiera. Semmai, il suo nome è fortemente legato ad una storica rivale della squadra torinese, se si pensa che ha giocato qualcosa come 10 stagioni con la maglia rossonera del Milan. E allora in molti si chiedono quali siano i motivi che spingano la società di Corso Galileo Ferraris ad aprire le porte ad un ex Milan e non ad una bandiera indiscussa quale Del Piero. Secondo i maligni, i motivi starebbero proprio nello scarso feeling che intercorre tra Alex e il vertice stesso della società, impersonato da Andrea Agnelli. Non è un mistero infatti che i due si lasciarono piuttosto male. Inoltre, un eventuale ritorno di Del Piero comporterebbe degli enormi scossoni nella società. Un nome così indissolubilmente legato a quei colori rischierebbe di oscurare l’ascesa di un’altra leggenda bianconera, che al momento è il braccio destro di Agnelli e che in molti scommettono sarà il successore: Pavel Nedved.

JUVENTUS – TORINO 1 A 1: LA PEPITA D’ORO DEL PIPITA

La Juventus arriva al derby della Mole con la consapevolezza di dover racimolare solo quattro punti nelle restanti quattro giornate di campionato per aggiudicarsi il sesto titolo italiano consecutivo. A soli tre giorni dalla vittoriosa trasferta nel Principato di Monaco, Allegri ruota i suoi uomini e sono in tanti a riposare in favore di chi ha giocato meno, da Neto a Benatia, da Asamoah a Sturaro e Rincon.Higuain è in panchina, punta centrale è Mandzukic e oggi è 4 4 1 1, con Dybala alle spalle del croato.
Quattordici minuti di equilibrio e, sul corner da sinistra, lo stacco di Benatia sembra quello giusto. La palla picchia all’incrocio e torna in campo, Bonucci ci arriva in corsa e spara un destro violento, Molinaro si oppone e salva in angolo. Un sinistro di Sturaro e l’esterno di Mandzukic sul traversone di Cuadrado (per il resto in serata negativa) sfilano alti, Hart in volo plastico dice di no a Lichtsteiner, la Juve fa la partita ma i granata sono tutt’altro che arrendevoli e Belotti gira in curva il traversone di Zappacosta.
Dybala quando parte fa ammattire gli avversari, Acquah lo stende e si becca il giallo. In chiusura di tempo, Bonucci ferma la ripartenza di Belotti, pochi secondi e lo scambio in velocità tra Dybala eMandzukic regala al primo la chance più ghiotta. Il mancino della Joya è troppo centrale e Hart salva i suoi. Nel recupero, il destro a giro di Ljajic è pericoloso ma non basta per battere Neto e si va negli spogliatoi col risultato bloccato.
Aumenta il ritmo la Juve ad inizio ripresa, ma sul contropiede granataAsamoah la ferma col braccio in scivolata. Ljajic è perfetto sulla punizione, fredda Neto e il Toro è in vantaggio. La reazione della Juve è nel delizioso pallone tra le linee di Khedira. Mandzukic prova a superare Hart incrociando, ma la palla sfila fuori.
Dentro Higuain per Sturaro, passa un minuto e l’intervento di Acquah spazza palla e caviglia di Mandzukic, secondo giallo e rosso per il centrocampista granata tra mille proteste. Rincon non trova la porta di testa, Baselli impegna Neto dalla distanza e la partita resta aperta.
Ci prova la Juventus, a volte disordinata, altre precipitosa, ma ci prova. Ponte di Mandzukic, finta e tocco di Dybala che libera Khedira. La girata del tedesco è inguardabile. Pjanic per Rincon, la Juve non molla e Bonucci in scivolata non riesce a dar forza al traversone di Pjanic. L’ultima carta è Alex Sandro per Dybala, serve un’azione pulita, Rossettini anticipa Hart e per poco non lo beffa.
Non basta, ma ci siamo. E’ il minuto 91, Higuain fa tutto da solo e tra una miriade di maglie granata trova due centimetri per calciare dai diciotto metri. La rasoiata è all’angolino, beffa Hart e fa 1 a 1. Il derby finisce così, la serie infinita di 33 vittorie casalinghe consecutive è interrotta, ma il pareggio strappato in extremis vale un punto d’oro in un campionato che si avvia all’epilogo.

ANALISI TATTICA / Monaco-Juve 0-2: Allegri e Alves rendono la Juve flessibile

La Juve mette una seria ipoteca sull’accesso alla finale di Cardiff, superando il Monaco con un netto 2-0 e lasciando la porta inviolata contro una delle fasi offensive migliori del mondo. Degno di analisi l’andamento della gara, con Allegri che dopo mesi ha sorprendentemente mutato l’assetto tattico dei bianconeri.
Il 442 post Firenze rappresenta la svolta principale della Juventus di questa stagione, e infatti – a prescindere dagli interpreti – Allegri ha sempre dato continuità a tale disposizione. Anche (ma non solo) a causa dell’assenza di Cuadrado dal primo minuto, la squadra  ha invece utilizzato molteplici schieramenti nel corso dei 90′.
In fase di non possesso, si è vista un’alternanza tra il 532 e il 442 (ossia, quello che tutti si aspettavano). Nei frangenti in cui ci si difendeva più bassi, Sandro e Alves scalavano sulla stessa linea dei centrali, lasciando Pjanic, Marchisio e Mandzukic in mediana.
Quando invece i padroni di casa avevano il possesso prima della metà campo, per andare a limitare gli esterni la Juve ha adottato il solito 442, con Barzagli che ricopriva la posizione di terzino. Decisiva per questa flessibilità la posizione di Dani Alves, che coi suoi movimenti ha consentito alla squadra di cambiare modulo. Qui sta avanzando la propria posizione, creando nuovamente il 442.
n fase di possesso, la Juve ha schierato sempre la difesa a 3: gli esterni – Alves e Sandro – molto alti, col tridente in avanti. In sostanza un 343 molto asimmetrico..
In attacco, poi, spesso le cavalcate di Alex Sandro consentivano a Mandzukic di stringersi, andando a formare un 3421, con Dybala che infatti in diversi frangenti ha giocato decisamente defilato sulla destra.
Insomma, si è tornati alla difesa a 3 dopo davvero molto tempo, e quella di Allegri è stata una mossa che probabilmente Jardim non si aspettava.
Per il modo propositivo di giocare del Monaco, superare la pressione della capolista francese vuol dire correre il rischio di trovarli spaccati in due. Ebbene, nella prima frazione è un qualcosa che fin dal principio è riuscito con grande facilità alla Juve.
La difesa a 3 ha dato la superiorità numerica contro Mbappè e Falcao, col Monaco che ha provato (malamente) a schermare esterni e centrocampisti. I bianconeri, anche grazie alle ali molto alte, sono stati però bravi ad allungare i rivali. Fondamentale l’apporto delle punte juventine, con Higuain che è stato trovato con grande facilità dalle verticalizzazioni provenienti dalla retroguardia. In tal modo, si è risalito con velocità il terreno di gioco e si è potuta sfruttare con efficacia l’ampiezza del campo, trovando il Monaco molto perforabile sul lato corto. Il rischio era quello di farsi schiacciare troppo, ma fortunatamente ciò non è avvenuto minimamente.
Anzi, già nei primissimi minuti si è riusciti a mandare Alex Sandro al cross tantissime volte, arrivando nell’area rivale con grande naturalezza.
Per Jardim era un test tattico, visto che si è trovato di fronte la fase difensiva più forte al mondo. Su azione manovrata, il Monaco ha fatto correre ben pochi pericoli ad una Juventus brava come al solito sia a coprire le fasce che il centro del campo. Solo ad inizio ripresa i padroni di casa hanno avuto l’occasione per pungere, con Lemar che si è fatto trovare tra le linee sbucando alle spalle di Marchisio e Pjanic.

۱۳۹۶ اردیبهشت ۹, شنبه

ATALANTA – JUVENTUS 2 A 2: DUE PUNTI PERSI, UNO GUADAGNATO

Incurante dell’imminente impegno europeo nel Principato di Monaco,Allegri propone la migliore Juventus nella difficile trasferta a Bergamo contro la rivelazione Atalanta di Gasperini. Pronti via e Gomez va via a sinistra seminando il panico, il suo traversone attraversa tutta l’area piccola e la Juve si salva. E’ solo un lampo, la Juve resta guardinga, l’Atalanta non si espone più di tanto e la partita non decolla.
La girata di Higuain non è irresistibile e siamo al minuto 26. Tre minuti e, con Chiellini a terra, Freuler è lanciato in porta, Buffon esce a valanga e sventa. La Juventus è tutte nelle due occasioni a cavallo del minuto 35. Cuadrado sfonda, Higuain gira largo, poi il colombiano impatta incrociando il cross da sinistra di Chiellini. Palla sul fondo. Dopo è solo Atalanta. Un cross di Kurtic non sfruttato, due minuti e Gomez è contrastato da Pjanic al momento della battuta, poi, a un soffio dal riposo, Chiellini è bravissimo a tagliare la strada a Kurtic al momento della battuta. La palla schizza sui piedi di Gomez, il quale la scodella sul palo lontano per la battuta di Conti da pochi metri. Buffon è battuto ed è 1 a 0.
Serve una violenta reazione nella ripresa per raddrizzare la partita. Gomez mette in guardia i bianconeri ripartendo a cento all’ora. Il suo taglio per Hateboer è troppo lungo e la Juventus resta in partita, pareggiandola nel giro di qualche minuto. Freuler falcia Dybala, Pjaniccalcia la punizione da destra nel mucchio, Spinazzola non evita il pallone e lo infila alle spalle del suo portiere. 1 a 1. Palla al centro e la Juventus potrebbe colpire ancora, Dybala da sinistra, Higuain dall’altra parte sugli sviluppi del corner procurato dall’argentino, Berisha c’è sempre a dire di no.
L’Atalanta comincia ad accusare la stanchezza di cinquanta minuti giocati alla pari, se non meglio, dei torinesi e arretra il suo raggio d’azione. Solo Gomez ci prova dalla distanza, Buffon è piazzatissimo e smanaccia in angolo. Al minuto 57 Pjanic cerca Bonucci in piena area, Toloi lo anticipa con il braccio in maniera evidente ed è il rigore è nettissimo. Guida indica il dischetto, poi fa dietrofront su segnalazione del guardalinee con la bandierina alzata per l’offside diMandzukic, inesistente proprio perché Bonucci quel pallone non l’ha nemmeno sfiorato. Inutile recriminare, si continua a giocare e la Juventus – che, intanto, alza il ritmo – ora è padrona del rettangolo verde.
Khedira ci prova in tutti i modi, Berisha risponde da campione sia sul destro a giro sia sulla zuccata da pochi metri del centrocampista. Dybala sguscia tra le maglie nerazzurre e Higuain ci prova al volo. Il portiere si salva non senza difficoltà. Fuori Cuadrado per Lichtsteiner, con lo svizzero che prende posizione al posto di Dani Alves, dirottato nella zona di campo fin qui occupata dal colombiano. Sembra la mossa vincente e dopo la punizione di Pjanic a un palmo dal sette, la Juventus passa. Il serbo alza la testa, vede il taglio del brasiliano e lo serve con un preciso traversone da sinistra a destra. Dani Alves, sottoporta, si divincola della marcatura e, in tuffo, beffa Berisha per l’1 a 2.
Manca poco al triplice fischio e l’Atalanta ha il gran merito di non mollare. Gomez va all’uno contro uno con Bonucci e mira l’angolo. Buffon si distende e ci arriva con la punta dei guantoni. Non basterà. A pochi attimi dal recupero, un rimpallo tra Pjanic e Lichtsteinerlibera Freuler davanti al portierone. Il suo grande intervento non evita il rimpallo (sulla mano) del centrocampista, lesto a scaraventarla in rete da pochi passi prima dell’intervento dei difensori.
A Bergamo il finale è 2 a 2. Due, come i punti persi sul filo di lana. Due come i volti di una partita bellissima. Due come le squadre che l’hanno onorata senza risparmiarsi. Due come gli errori (uno gravissimo) commessi ai danni della Juventus che, come tradizione, li accetta pensando più a quelli commessi che a sbraitare inutilmente.